Lo scarpone da sci influisce su una giornata sugli sci più dello sci stesso. Se il tallone scivola verso l’alto ad ogni curva, il collo del piede stringe o le dita dei piedi sono fredde dopo due discese, quasi mai è una questione di abilità. Il motivo è che gli scarponi da sci escono dalla fabbrica con scocche standardizzate, mentre i piedi no. È proprio qui che entra in gioco l’adattamento.
Il primo passo va fatto prima dell’acquisto. Le taglie degli scarponi da sci sono espresse in Mondopoint, ovvero in centimetri di lunghezza del piede: 26,5 significa 26,5 cm. Sembra chiaro, ma non lo è. Due piedi della stessa lunghezza possono avere una struttura completamente diversa per larghezza, altezza del collo del piede e arco plantare. A ciò si aggiunge la larghezza della forma nell’avampiede: da circa 97 a 98 mm è considerata stretta, 100 mm media, da 102 mm in poi larga. Un piede robusto in una scarpa stretta può essere adattato solo in misura limitata, e viceversa.
Il test dello scafo dice più di qualsiasi scheda tecnica
Il test più attendibile dura un minuto: togli la scarpetta interna, metti il piede nudo nello scafo vuoto e lascia che le dita dei piedi tocchino la parte anteriore. Lo spazio dietro il tallone rivela la situazione:
- √ Da 1 a 1,5 cm di spazio: calzata sportiva e aderente per chi vuole esercitare pressione sulla lamina
- √ circa 2 cm: calzata confortevole per lunghe giornate e per i bambini che stanno ancora crescendo
- √ più di 2,5 cm: troppo grande. Il piede si muove all’interno dello scarpone e si è costretti a stringere sempre di più le fibbie
Il valore di flessibilità indicato sullo scafo va invece preso con le pinze. Non è standardizzato: un modello da 120 di una marca può risultare più morbido di uno da 100 di un’altra. Sono il peso, l’altezza e lo stile di sciata a fare la differenza, non il numero. Prova inoltre gli scarponi preferibilmente nel pomeriggio, perché il piede aumenta di volume nel corso della giornata.
Regolazione degli scarponi da sci: cosa succede davvero in officina
Una volta scelto lo scafo giusto, inizia il vero lavoro. Il bootfitting non è un’operazione singola, ma una serie di interventi che si basano l’uno sull’altro:
- √ Analisi del piede: vengono misurate lunghezza, larghezza, arco plantare e posizione
- √ Soletta: il piede ottiene una base di sostegno prima che venga fresato qualsiasi elemento
- √ Termoformatura: la scarpetta interna e, in molti modelli, anche lo scafo vengono riscaldati e modellati sul piede
- √ Correzione mirata: i singoli punti di pressione vengono allargati o fresati dall’interno
- √ Volume e posizione: cunei per il tallone, riduttori di volume e canting mettono il piede nella posizione corretta
La soletta è la leva più importante
La soletta presente di serie nella scarpetta interna è solitamente un pezzo piatto di schiuma senza funzione di sostegno. Il piede affonda su di essa, si allunga e si allarga, finendo per urtare contro la parte anteriore. Una soletta di sostegno distribuisce la pressione su tutta la superficie anziché concentrarla sul tallone e sulla pianta del piede. Il modello più adatto dipende dall’arco plantare, che può essere basso, medio o alto. Troverai solette e plantari adatti proprio per queste tre varianti.
Alleviare in modo mirato i punti di pressione
Le zone problematiche classiche sono la caviglia, l’osso navicolare nella parte interna del piede, la tibia e l’alluce. Per risolvere questi problemi ci sono due soluzioni: riscaldare lo scafo in quel punto e allungarlo localmente, oppure assottigliarlo dall’interno. A ciò si aggiungono la formatura e l’adattamento mirato. Quale metodo sia più indicato per quale problema è indicato, suddiviso per tipo di problema al piede, sulla nostra pagina dedicata al bootfitting per scarponi da sci, dai piedi freddi alla spina calcaneare fino all’alluce valgo. Per i casi meno gravi, spesso sono sufficienti alcuni accessori: cuscinetti in gel sullo stinco, protezioni per le caviglie, puntali per le dita dei piedi o un ciuffo di lana anti-pressione sulla zona irritata.
Se lo scarpone è troppo largo
Troppo volume è sgradevole quanto troppo poco, solo che lo si avverte in modo diverso: il tallone si solleva, l’avampiede scivola in avanti e si compensa stringendo forte le fibbie. A risolvere il problema servono cunei per il tallone e riduttori di volume da inserire sotto la soletta. Una cinghia «Booster » sostituisce la chiusura in velcro con un nastro elastico che mantiene il gambale in posizione in modo uniforme invece di stringere eccessivamente.
I piedi freddi raramente sono un problema di isolamento
Chi ha freddo negli scarponi, di solito indossa un calzino più spesso. Questo peggiora la situazione: lo scarpone diventa più stretto, la circolazione sanguigna peggiora e i piedi si raffreddano ancora di più. La soluzione giusta è un unico calzino da sci, sottile e senza pieghe. Se nonostante tutto fa ancora freddo, un riscaldatore per scarponi da sci è più affidabile di un ulteriore strato di tessuto. Inoltre, la scarpetta interna deve asciugarsi completamente durante la notte: un asciugascarponi ci riesce, il riscaldamento in cantina no.
Prima dell’inizio della stagione: controllare le suole
Un aspetto che spesso viene trascurato durante la regolazione, ma che è fondamentale per la sicurezza: le solette sotto le dita dei piedi e il tallone. Sono parti soggette a usura e, insieme all’attacco, determinano se lo scarpone si sgancia correttamente in caso di caduta. Le suole consumate o strappate alterano lo sgancio in entrambe le direzioni; nella maggior parte dei modelli possono essere sostituite come ricambi. Fai controllare lo scarpone e l’attacco insieme su un banco di prova, invece di valutare la situazione da solo. Chi cammina molto protegge le suole con una protezione apposita.
Cosa puoi fare da solo
Asciugare la scarpetta interna, applicare cuscinetti in gel, inserire una soletta, regolare correttamente fibbie e cinturini: tutto questo è fattibile. Allargare la scocca, fresarla, regolare il canting o deformare le scarpette interne nel forno: no. Il materiale, una volta allungato eccessivamente o fresato troppo sottile, non torna più come prima. Per sapere cosa è possibile fare con il tuo piede, ti consigliamo di informarti in anticipo sulla pagina dedicata al bootfitting o direttamente al telefono.
E dai tempo agli scarponi nuovi. La scarpetta interna si assesta sensibilmente nei primi tre-cinque giorni di sci. Per questo motivo, all’inizio uno scarpone nuovo può calzare ben aderente. Se ti sembra subito come una scarpa da ginnastica, dopo dieci giorni sarà troppo grande. Valutala nuovamente dopo qualche giorno sulla neve e poi falla regolare, invece di affrettarti a modificarla la prima sera. Gli scarponi da sci con regolazione nella nostra officina sono disponibili su ski-shop.ch all'indirizzo Lengnau.
Domande frequenti sull’adattamento degli scarponi da sci
Quanto tempo ci vuole per adattare uno scarpone da sci?
Circa un’ora per l’analisi del piede, la consulenza e la prima regolazione; la termoformatura richiede ulteriore tempo per il raffreddamento. Le ritoccate dopo le prime giornate sugli sci richiedono solitamente una ventina di minuti.
È possibile adattare qualsiasi scarpone da sci?
Quasi tutti, ma non senza limiti. Solette, cunei per il tallone e imbottiture sono compatibili con ogni modello. L’allargamento e la fresatura sono possibili solo se lo scafo ha uno spessore sufficiente. Se la lunghezza o la larghezza della forma non sono adatte, la soluzione più onesta è scegliere uno scarpone diverso.
Qual è la misura giusta per i miei scarponi da sci?
La misura Mondopoint corrisponde alla lunghezza del piede in centimetri, misurata in posizione eretta con il piede appoggiato a terra. Non fare conversioni dalla misura delle scarpe da strada, poiché le differenze sono troppo grandi a seconda della marca. E non scegliere una misura più grande per precauzione: troppo spazio compromette il controllo.
Quanto deve essere stretto uno scarpone da sci?
Ben aderente, ma non doloroso. In posizione eretta, le dita dei piedi sfiorano leggermente la parte anteriore dello scafo e si ritraggono non appena si assume la posizione di sciata. Il tallone rimane ben saldo. Intorpidimento, formicolio o dolore non sono segni di adattamento, ma un motivo per una correzione.